In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».
Commento al Vangelo
Certo che questo Padre non ha avuto sempre fortuna con i suoi figli. È in continua apprensione tra un figlio minore spendaccione di altra parabola, un figlio maggiore che si lamenta e non apprezza il suo operato d’amore e, in questa di oggi, un figlio che dice sì e non fa, e un altro che dice no e poi però ci ripensa e fa. Come figli non siamo proprio un bell’esempio. E sentirci dire che pubblicani (peccatori palesi) e prostitute (peccatrici palesi) ci precederanno nel regno di Dio, quasi ci fa arrabbiare. Che diamine, siamo assidui alle attività parrocchiali, dove sta il problema? Cosa ci manca? In pratica diciamo il nostro sì tutte le domeniche e le altre feste comandate. Forse le domeniche sì, ma gli altri giorni rimaniamo lontani dalla vigna. Non si tratta di andare in chiesa tutti i giorni, si tratta di essere in vigna del Signore in ogni ambiente di vita, anche in famiglia, al lavoro, anche nel tempo libero, tra marito e moglie, con i figli. È la fatica di ogni giorno, è la fatica di stare nella vigna/mondo del Signore operando nel nome del Signore. Quanto meno però, nella parabola, quello che dice no poi, sotto sotto, ha rimorso, cambia idea, si converte, va nella vigna per sporcarsi le proprie mani per il Padre. E il Padre si accontenta più di chi aveva detto no ma poi si rende conto, piuttosto che dell’altro. Pubblicani e prostitute? Una realtà (no una etichetta) che sta loro stretta, il loro desiderio è altro, come il secondo figlio: il suo desiderio è sentirsi e riconoscersi figlio. Potessimo imparare anche noi. “Che ve ne pare?”. Gesù ce lo chiede oggi, all’inizio di questa giornata, ma ce lo chiederà anche domani e dopodomani e dopo ancora, ogni giorno. Ogni giorno per farci stare nella sua vigna a sporcarci le mani, come figli del Padre.
A cura dell’Ufficio catechistico diocesano





