24 agosto “La porta stretta” – XXI Domenica del T. O. anno C Lc 13, 22-30

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Commento al Vangelo
Nel vangelo di oggi ci sono notizie belle e notizie preoccupanti. È notizia bella sapere che Gesù passa per città e villaggi, va verso Gerusalemme, verso la croce, verso la dimostrazione più alta del suo amore per noi. E mentre va, insegna, perché siamo come bambini, bisognosi di sapere chi sia e perché si offre per amore. È notizia preoccupante sapere che la porta per la salvezza è stretta e che questa porta prima o poi si chiuderà e noi possiamo essere tra quelli che rimangono fuori. È notizia preoccupante che nonostante le nostre proteste o la nostra meraviglia (“abbiamo mangiato con te, aprici”), lui dica: non so chi sei. Terribile. Terribile se si pensa che basta essere devoti senza essere operatori di giustizia, dove per giustizia si intende quella di Dio. Terribile se si è cristiani guardando alle nostre storie e di altri in termini di matematica e non di cuore. È bella notizia sapere che da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno si può essere suoi commensali. Di fatto siamo già suoi commensali: ogni domenica e forse più siamo in comunione con lui. Quante persone si salveranno? E noi ci saremo? Rimane la bella notizia che la porta è aperta, anche se stretta; la bella notizia è che Gesù passa per la mia storia, per le mie stesse strade e mi insegna come entrare. La porta è stretta e spesso anche ostruita dalla mia stessa vita di famiglia, di lavoro, di relazioni, ma sapere che Gesù è la porta e che per me è ancora aperta, veramente è una bella notizia.

A cura dell’Ufficio catechistico diocesano