11 ottobre “l regno dei cieli è simile” – XXVIII Domenica T. O. anno A Vangelo secondo Matteo (Mt 22, 1-10)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali».

Parola del Signore.

 

Commento al Vangelo

Gesù racconta di un re che prepara una festa di nozze per suo figlio, ha pensato a tutto eppure, gli invitati non vogliono partecipare. Alcuni hanno altro da fare, altri sono così indifferenti  all’invito ed altri sono arrivati ad uccidere i messaggeri per non partecipare.

Dio prepara una festa per noi, ci offre la sua presenza, la sua amicizia, la possibilità di vivere qualcosa di bello insieme a Lui, ma il suo invito non si impone, possiamo accoglierlo oppure lasciarlo da parte. Spesso non lo rifiutiamo apertamente, semplicemente siamo troppo occupati nelle nostre cose, abbiamo il nostro campo, i nostri affari, le nostre preoccupazioni, i nostri programmi.

La cosa sorprendente è che, davanti al rifiuto degli invitati, il re non annulla la festa, la festa rimane pronta, ma cambiano gli invitati. I servi vengono mandati ai crocicchi delle strade e raccolgono tutti quelli che incontrano, «cattivi e buoni». È un’immagine bellissima di un Dio che non smette di chiamare e che non considera nessuno escluso in partenza.

Questa parabola dovrebbe farci nascere la domanda: io, davanti all’invito di Dio, dove mi trovo? Tra quelli che hanno sempre qualcosa di più importante da fare? Tra quelli che non si sentono degni di entrare alla festa? Oppure tra coloro che hanno il coraggio di accettare l’invito?

Il Regno di Dio è questa festa alla quale siamo invitati non perché siamo perfetti, ma perché Dio desidera condividere con noi la sua gioia. Forse la vera conversione consiste nel lasciarci raggiungere da questo invito, smettendo di pensare di non averne bisogno oppure di non esserne degni. La sala delle nozze si riempie quando qualcuno dice sì e spetta solo a noi dire quel sì.

A cura dell’Ufficio catechistico diocesano