1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
Commento al Vangelo
Beato te! Quante volte lo abbiamo detto o ce lo siamo sentiti dire? In questo caso però i beati non sono quelli che ci aspettiamo, chi ha fortuna, ricchezza, visibilità: Gesù ci sorprende e sposta la nostra attenzione altrove. Il “discorso sulla montagna” riassume i fondamenti del Cristianesimo: amore, giustizia e misericordia. Il pronunciarlo dall’alto, poi, non è un caso, perchè la montagna ci insegna a salire secondo il proprio passo, a fermarci, ad alleggerire il peso che ci portiamo dietro, a guardare le cose da un altro punto di vista e, stando in cima, a volte si vede meglio. Gesù parla ai dodici e ad una folla venuta da ogni dove per dirci che si rivolge a tutti, che non ci sono vicini o lontani, ricchi o poveri, grandi o piccoli e che nella mancanza e nella sofferenza, è lì che entra il suo amore per noi. Beato me che ho un lavoro che non mi piace, un figlio che non mi dà pace, che odio andare a scuola, che mi sento stanco. La difficoltà mi porta a cercare, a mettermi in cammino, a desiderare: chi pensa di avere tutto non desidera, se sono apposto così, non ho posto per Dio. Allora beati tutti noi quando, nelle nostre lotte quotidiane, facciamo posto a Dio. Oggi, 48^ Giornata Nazionale per la vita, una riflessione in più che “sia l’occasione per un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli cui chiedere come vorrebbero che andassero le cose.” Dal messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I.
A cura dell’Ufficio catechistico diocesano





